Quelle mani grandi, forti, piene di calli e screpolate dalla fatica e dal tempo sono le mani che sanno regalare carezze come mai nessuno ho visto fare. Quelle a cui piace scorrere tra il grano come una piuma.

Quelle a cui piace sentire la peluria di una foglia, di uno stelo, di un petalo. quelle che con tenerezza tengono tra le mani un bocciolo, come fosse un piccolo animale indifeso.

Quelle che scacciano gli insetti invadenti, che strappano erbacce e con antica pazienza scavano nella terra.

Quelle che fanno schermo al sole quando batte forte tra le colline, quelle che incuriosite si mettono a conchiglia per far sentire meglio i rumori… del vento tra gli alberi e l’erba. Delle papere, dei grilli… delle rane… qui ci sono ancora le rane

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Quelle che raccolgono i marusticani dagli alberi, le mele. Quelle che strappano solo le ultime foglie del basilico, se no non ricresce. Quelle che preparano la tavola, alla mattina prestissimo, a pranzo come orologi svizzeri, a cena poco prima di coricarsi dopo una lunga giornata. Quelle che passano un pezzo di pane o un bicchiere di vino con un sorriso.

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